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La PUERA

supercalifragilistichespiralidoso

Eva

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Sono la Puera, sono sempre io, niente di più niente di meno...
me ne piacciono troppi ma non ricordo il titolo!
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November 24

uhmmm

Uhmmm... sta storia non finisce più...
e rivela un lato comune tra me e riccardo: l'apprensione!
November 20

sogno

Ho fatto un sogno strano questa notte.
Mi era molto chiaro al risveglio. Poi è passato del tempo. Mi è tornato in mente e volevo raccontartelo, giù, ma abbiamo giustamente rimandato e ora non mi è più tanto chiaro.
Comunque quel che ricordo è che era il giorno del mio matrimonio. E c'era tutto un prato immenso con tanti alberi ma anche con zone assolate. E io arrivavo con i miei in macchina, mi sembra, e c'era un po' di gente ammucchiata lì, davanti ad un piccolo edificio. Anche giù e mi sembra anche luciana vicino, e mi aspettavate. Io parlavo con le mie sorelle e con mia mamma e trovavamo tutto molto bello con tutto quel verde. e tutta la gente era raccolta perché c'era la celebrazione prima della mia. Allora riflettevo sulle usanze di questi americani, li guardavamo e ci sembravano ridicoli con tutti quegli atteggiamenti volgari e comunque impostati e i fiorelloni su 'sti vestiti, facevano proprio ridere ma comunque era una cerimonia rilassante anche se un po' mi innervosiva il fatto che avessero scelto anche loro il mio posto con tutti quelli a disposizione. E tutti sti vestiti svolazzanti, chissà com'era presa la sposa... OSTIA... il vestito... è il giorno anche del mio matrimonio! no, mamma, ester, lele...il vestito... l'avete preso voi il vestito??? no? devo andare a casa, correte, correte, un quarto d'ora... e le scarpe? ma non le ho comprate le scarpe? il tempo è volato e non mi sono resa conto...già passati i mesi e niente scarpe...uso quelle nere...tanto hanno un po' di tacco e comunque stanno nascoste sotto...mentre corriamo tutte quante a perdifiato verso l'auto... logicamente avevo dimenticato anche la parrucchiera ma non sono arrivata a nessuna conclusione. forse questa mattina mi sono svegliata mentre correvamo sul prato col sole caldo.
November 17

boh, io non capisco

Non capisco se sono io che cerco sempre di vedere qualcosa anche se non c'è nulla oppure se qualcosa c'è e non è solo stanchezza accumulata.
Sono io che vedo questo completo affidamento, senza limiti? Sono io che vedo la luce spegnersi un po' quando se ne va via?
Mi sembra lontano il tempo della leggerezza ed è come se nei mesi abbia assistito ad una trasformazione pazzesca. E mi sembra di fare fatica, di far molta fatica a capire che c'è, cosa dire, se sbaglio, se c'è altro. Penso che ci siano momenti in cui una persona ha bisogno di dedicarsi con tutta l'anima a qualcosa o a qualcuno e il resto o è un ostacolo fastidioso oppure un contorno che è bello ci sia ma se ne fa pure a meno, anche se non lo si direbbe mai. Diventa tutto una questione di priorità.
Io penso che sia questo. Lo sento nella disperazione del rifiuto deciso di un inaccettabile allontanamento.
Ho appena fatto ctrl+x di una frase.
Mi si accumulano un po' di domande dentro. So che prima o poi, se se ne accumulano troppe, esplodo e rimetto in discussione tutto finché non ritrovo il solito equilibrio ciclico.
"Essere un po' meno soli": significa che la solitudine è sempre comunque parte dominante del proprio essere?
Non sono tipo da viaggiare per rincorrere amici lontani o non sono tipo da amici lontani? Forse la risposta è: non sono tipo da rincorrere amici lontani per sempre. Ma non sono io a dovermi dare le risposte.
Mi sembra di esser tornata a 6 anni fa. Alle continue domande senza risposta. è perché non si vuole ascoltare le domande, perché le domande non sono degne di risposta, perché le risposte a domande a distanza non hanno mai risposta, perché non ci sono domande chiare, perché ci son troppe risposte da dare e non c'è tempo per darle, perché non ne vale la pena, perché non ci sono risposte, perché sì, perché no.
 
November 16

[...]

bacibacipapussipatussi,appenapossoprendoibiglietti,chebello!!!
November 13

privacy

Ma il termine privacy significa qualcosa???
Non capisco. Occorre proprio spiegarlo che certi limiti non bisogna superarli per rispetto?
Devo dirlo in faccia, direttamente, che certe cose non si permettono neppure agli amici?
Io davvero non capisco come certe persone non si rendano conto che rispettare l'altro significa anche non invadere il suo campo d'azione, quello spazio in cui uno ragionevolmente ritiene di potersi fare i fatti suoi senza che qualcuno guardi o metta becco.
L'indiscrezione regna sovrana.
E non capisco se sono io che non mi so spiegare o se sono le persone così tonte da non capire che, magari con lo scherzo e l'ironia, esigo di essere interpellata almeno prima di usare ciò che mi appartiene.
Bah
November 12

libri

Uhm. Raramente un libro ha influenzato il mio umore della giornata. Al massimo mi ha fatto riflettere per una giornata. Ma non so se è per il fatto che io leggo solo la sera e non la mattina, quindi ho tutta una notte per metabolizzare la lettura nel sonno.
I libri leggeri mi piacciono più o meno allo stesso modo dei gialli, dei thriller e dei libri per bambini. C'è qualcuno che è più bello degli altri ma quel che conta è che dopo un anno finisce nella schiera dei libri carini, piacevoli, divertenti di cui non ricordo trama, personaggi, concetti, insomma nulla se non il fatto che era un libro ok.
Allora preferisco i tomi importanti, quelli carichi carichi di tutto, anche se fanno stare in pena. Mi piacciono quelli in cui mi rifletto profondamente oppure quelli che ti fanno entrare così tanto nei protagonisti che le loro scelte ti violentano perché vorresti dire "non farlo, così tirovini!" ma senti che comunque, qualunque cosa scelgano di fare, proverai per loro amore perché sono persone e non macchiette e ti parlano.
E se sto male e vedo nelle parole scritte il riflesso del mio stato d'animo, adoro il libro ancora di più perché mi parla anche di me.
Ho preso da casa dei miei due libri: il primo (evito gli ingegneristici elenchi puntati) è "olive comprese". In prestito questa volta perché è di mia sorella Ester. Mi ha fatto morir dal ridere. Fantastico. Una capacità di scrivere con leggerezza e chiarezza incredibile. Penso che, se questa è l'attuale necessità, è il libro adatto.
Il secondo è "il deserto dei tartari". L'ho prelevato dalla libreria così ben ordinata, col suo elenco chiaro chiaro. Il lavoro di cui più vado orgogliosa, effettivamente! Dico, non del libro, logicamente, ma dell'elenco dei libri sugli scaffali... questo sì "ordine ingegneristico"!
Ecco. Visto che non ricordo tutti i passaggi, pur avendolo letto due volte, cerco di rileggerlo prima di ricevere delle opinioni cui non posso ribattere per la memoria poco attiva. Mi ricordo un po' l'episodio della malattia e di quel capitolo così intenso che parla della solitudine davanti alla morte. Quello mi rimane dentro l'anima. Ricordo qualcosa di una ragazza su un'altalena o non so che.... e poi l'arrivo alla fortezza sperduta al limite dello spazio e del tempo.
Ecco quanto. Stasera (fra poco) mi infilo sotto le coperte, la sveglia è già sistemata - h 7.40 per la necessaria doccia -, accendo la lampadaregalo di riccardo, spengo la lampadina della camera e via con la lettura. Non penso che mi farà venire le lacrime. Per me il saluto della casa materna è ormai evento lontano e non ricordo la mancanza della famiglia quanto il trauma iniziale del cambio di abitudini e di spazi. Vediamo che effetto mi fa.
Però due cose le sottolineo: ieri mi sono un po' ribellata all'idea. io sto un po' lottando per mantenere sempre costante la facilità di confidenza. Non faccio fatica, non mi è di peso. Mi piace. Ma ho bisogno della quotidianità. Ho bisogno di sentire che c'è una comunicazione diretta o quantomeno la possibilità che ci sia. Non ritengo importante il lavoro in questa comunicazione. è un contorno, il contesto in cui mi muovo, lo sfondo delle azioni e dei pensieri che mi interessano ma che spesso si confondono con esso.
ho bisogno per ora di sapere che c'è quello spazio di un'ora in cui sono libera di muovermi perché tutte le altre forniscono ormai uno scambio marginale viziato dalla volontà di essere scarni per non ricevere rimbrotti. e mi domando cosa succederà poi ma non riesco a trovare risposta. L'unica risposta che sento è: come è sempre stato eva. ciò che non si nutre poco a poco sfiorisce. non so se io riuscirò a essere costante nella distanza. e non so se mi basterà un intervento discontinuo perché sia tutto come se non passassero i giorni senza che ci sia niente. mi fa un po' paura il pensiero che sia un problema solo mio, perché probabilmente allora rimarrà tale. Quindi mi ripeto: Eva, lotta perché non sia un problema tuo. O meglio, perché non diventi un problema.
L'altra cosa che sottolineo è che a volte mi sento in una posizione un po' scomoda. a me piacciono le situazioni intricate e interessanti in divenire, quelle in cui si legge il movimento continuo verso qualcosa, ma le situazioni scomode con un ruolo marginale, di ritaglio, proprio no. Ora il concetto è molto chiaro a me stessa. Chissà se un giorno rileggendo lo troverò ugualmente chiaro.
Vado a fare le nanne perché sento gli occhi stanchi.
November 11

pausa pranzo

E il brutto è quando il contesto lavorativo ti prende così tanto che oltre ad esso fai fatica a trovare argomenti e spazi vitali.
è insopportabile quest'insieme lavorativo che tende a mascherare fino a cancellare e assorbire tutto.
A me non piace riempire i miei spazi di lavoro. Soprattutto con discorsi che si parlano sopra e che ripetono continuamente il già detto. In un loop continuo, il serpente che si morde la coda senza arrivare da nessuna parte.
Non c'è neppure la giustificazione dello sfogo o la necessità di scambio per arrivare a delle conclusioni che prima non erano chiare. Ecco, a me non interessa per niente. Non mi piace. Ad un certo punto mi assento, non ascolto più nessuno, lascio che il suono mi attraversi il cervello passando da un orecchio all'altro senza fermarsi. Non considero queste onde di perturbazione e mi faccio prendere da tutt'altri pensieri finché qualche parola non mi riporta indietro perché forse adesso è il caso di interessarmi un po'.
 
Mi piace in quest'assenza guardare. Se dovessi scegliere farei a meno dell'udito - non fosse per carmen consoli, cassius - ma della vista proprio no.
Osservo e penso. Di un'altra cosa farei forse a meno se dovessi scegliere: della voce per non dire cose fuori luogo e, così forzata a trattenermi, forse limiterei gli errori. E per esprimermi poi mi basterebbe la penna e lo sguardo, per chi vuole vederlo.
Una cosa ho sempre fatto e preteso di fare: scegliere e prendermi la responsabilità della scelta fatta. Non ho mai cercato di delegare la scelta. E non mi piace che nessuno scelga per me al posto mio, anche se potrebbe farlo meglio di me. A costo di pagare per gli errori fatti.
 
Lasciami il gusto di decidere. è quello che più so fare, celando le incertezze, facendo finta di non aver paura.
November 10

in pace

Ma non si può proprio vivere in pace e tranquillamente???
Eppure bisogna trovare ogni giorno la voglia di mettersi in gioco, la voglia di arrivare da qualche parte; recuperare gli stimoli iniziali e dirsi che tutto è in prospettiva, che si può crescere e arrivare a vivere il lavoro con il pensiero che non si tratterà esclusivamente di una giornata stressante ma riserverà cose da imparare.
Il sogno della libreria diventa più pressante. Eppure sono giovane. Quanto tempo c'è a disposizione per trovare una posizione che non sia in bilico continuo?
L'irrequietezza e la lunaticità del genere femminile poco si sposano con la necessità di equilibrio di alcuni lavori e ruoli. Comincio pure io a pensare in modo forse maschilista. Non ci sono tanti vantaggi nell'esser donna.
November 09

Meditazione

MEDITAZIONE

Ansia nessuna
e neanche fretta.          
Pure gli uccelli vivono
al gelo dell’inverno.
Le piogge più intense
non li bagnano.
I corvi si nutrono
senza pianificare le provviste
e  senza fare compere!
I vestiti  eleganti
e ben finiti
sono le sete effimere
e sfumate
dei fiori di campo.
Gli alberi sentono
quando è il tempo
e scelgono il  colore
dell’autunno:
lenta
la linfa li pervade
perché più dolcemente
si addormentino.
Il fiume corre
segnando il letto di acqua
verso il mare
e si mischia.
La luna sorge
piena al morire del sole.

E’ certo ed insondabile
l’ attimo che finisce
o che segna l’inizio.
Il respiro nel corpo
ad  un ritmo
si effonde
e come l’aria
gonfia senza peso
le piume degli uccelli:
così scalda ogni  freddo.

(Tevi - 2009)

cambio blog

Giusto per tenere nota delle modifiche al blog:
 
Ti sembrerò alquanto stupida
sicuramente immatura [..]
Adoro il mare.
Adoro le sorprese. Di qualsiasi tipo.
Per quanto piccole per me sono la cosa migliore al mondo.
Adoro le cose nuove e usarle, logorarle, sviscerarle.
Al mio pupazzo d'infanzia, PEPOTTO, ho mangiato le dita di piedi e mani...
Non capisco mai le persone al volo.
I miei più cari amici non li ho mai considerati interessanti alla prima occhiata.
Adoro cercare e catturare emozioni in fondo agli sguardi.
Amo la mia tormentata famiglia ma mi fa bene avere i miei spazi.
Ho paura di affrontare i fantasmi delle persone care.
Mi volto dall'altra parte se scorgo i miei amici delle elementari.
Sono timida ma gran parlatrice in confidenza.
Adoro entrare nei libri.
Adoro il calcio. Se vedo una partita muovo le gambe come se fossi in campo anche io. Riesco a passare ore imbambolata davanti a riassunti di partite ma odio le discussioni e le interviste sul calcio.
Adoro viaggiare e camminare ore e ore in giro per posti nuovi.
 
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